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Documento 01 Enrico, marchese di Savona, figlio di Enrico Guercio, vende ai consoli di Noli il diritto del fodro che erano soliti pagargli, per 200 lire genovesi.
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Documento 02 L'imperatore Enrico VI conferma la cessione di tutti i diritti feudali fatta al comune di Noli dal marchese Enrico Guercio e dai suoi figli Enrico ed Ottone.
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Documento 03 Il podestà di Noli vende per 14 anni ad una società di quattro partecipi il ripatico di Noli, con particolari condizioni per le navi marsigliesi.
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Documento 04 Corrado del Pozzo e Siccardo di Castello, anche per conto di Birro Bianco di Savona, vendono a Nolasco Sclavina una terra gerbida nella valle di Noli in località Rovereto.
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Documento 05 Quietanza a Girardo di Pavia, podestà di Noli, di quanto dovuto dagli uomini di Noli per una garanzia loro prestata "contra placentinos"
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Documento 06 Ottone Pulpo, anche per conto di Guglielmo de Mari, dà quietanza generale al Comune di Noli di quanto dovutogli.
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Documento 07 L'ospedale di Noli concede a livello per 29 anni una terra in cambio di determinate prestazioni in natura.
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Documento 08 Il vescovo di Savona Pietro, podestà di Noli, decide con un lodo una divisione ereditaria.
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Documento 09 Il vescovo di Acqui notifica al podestà di Noli l'assoluzione di papa Onorio III dalla scomunica ingiustamente comminata ai nolesi dal vescovo di Savona.
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Documento 10 Il Consiglio di Savona approva il compromesso stipulato fra Guglielmo Giorgio, podestà di Savona, e Idone Lercaro, podestà di Noli, per la controversia della strada dei Treponti e delle case distrutte a Spotorno.
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Documento 11 Compromesso ed accordo fra i comuni di Savona e Noli per il fatto dell a via dei Tre Ponti ed i danni arrecati ai nolesi in Spotorno
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Documento 12 Il vescovo di Torino, vicario e legato imperiale, conferisce a Guglielmo della Torre la facoltà di assolvere il podestà e il comune di Noli da ogni pena e bando in cui fossero incorsi per il fatto del castello di Segno.
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Documento 13 Il delegato dell'abate di Tiglieto, commissionato dai vescovi di Albenga ed Acqui, assolve e libera dall'interdetto gli uomini e il comune di Noli, mediante il pagamento di nove lire e cinque soldi.
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Documento 14 Il sindaco del comune di Noli promette al delegato pontificio, giudice nella causa fra i nolesi e il vescovo di Savona per il bosco di Iliceta, di accettare la sentenza.
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Documento 15 Il podestà e il consiglio di Genova riconoscono ai nolesi la piena giurisdizione con mero e misto imperio, il possesso di Segno e Vado, e la facoltà di creare ed eleggere liberamente podestà, rettori e consoli, salve le convenzioni stipulate fra i comuni di Genova e Noli.
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Documento 16 Il papa Gregorio IX richiama il vescovo di Savona per le sue molestie agli uomini di Noli, assolvendoli dall'interdetto.
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Documento 17 Rainaldo Ceba, eletto podestà di Noli, giura osservanza dei patti e convenzioni del comune.
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Documento 18 Ugo, abate del monastero di sant'Eugenio, concede in enfiteusi una terra in territorio del Segno.
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Documento 19 Gilia, moglie di Pietro Rosso, vende per 20 soldi genovesi a Vassallo della Brusieta una terra vignata con alberi di fico, salvi i diritti del Monastero di Sant'Eugenio.
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Documento 20 Enrico, vescovo di Savona, dietro domanda degli uomini di Noli, proroga fino al mese di Marzo il termine per il pagamento di una somma dagli stessi dovuta alla sede vescovile di Savona.
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Documento 21 Il popolo e il podestà di Noli approvano il compromesso con il legato pontificio con cui sono assegnate 70 lire genovesi annue al vescovo di Noli a seguito dell'istituzione della sede vescovile nolese.
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Documento 22 Il podestà di Noli, col consenso del consiglio, incarica Oberto Medio di far raccogliere e ritrascrivere tutti gli istrumenti pertinenti al comune relativi all'istituzione del vescovato nolese.
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Documento 23 Il podestà di Genova concede ai nolesi di acquistare sale nel porto di Genova.
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Documento 24 I consoli di Noli nominano due procuratori perché si costituiscano nella curia romana contro le pretese del vescovo di Savona su Vado e Segno.
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Documento 25 Iacopo da Monte, sindaco del comune di Noli, protesta contro l'incursione armata degli uomini di Savona in Vado, territorio nolese.